La Nazionale Italiana di Pallavolo/F è Campione d’Europa. Battuta la Russia 3-0

L’Italia del volley femminile sorde è campione d’Europa. Semplicemente pazzesche. Un percorso netto quello delle ragazze di coach Alessandra Campedelli che durante il torneo hanno perso soltanto un set nella partita inaugurale contro la Polonia conquistando una medaglia dopo otto anni (l’ultima agli Europei del 2011, un argento). La prima medaglia d’oro della storia della pallavolo sordi della FSSI (Federazione Sport Sordi Italia). Una gioia immensa che abbraccia tutto il mondo sportivo dei sordi, tutto il mondo sportivo in generale, tutte le persone che pensano che lo sport sia il viatico migliore per l’inclusione reale. Le azzurre hanno fatto una partita quasi perfetta: 62% di positività in ricezione, quasi una palla su due messa a terra (22 punti Alice Tomat e una Claudia Gennaro in grandissimo spolvero in cabina di regia) e 13 muri. Semplicemente immense.

Il video dell’ultimo punto e della festa in spogliatoio: https://youtu.be/3dggEKmS2VM

Claudia Gennaro (palleggiatore nazionale femminile) – “È un’emozione impossibile da spiegare, ho aspettato dodici anni per conquistare questa medaglia d’oro. Oggi abbiamo dimostrato che siamo una bellissima squadra, abbiamo giocato molto bene dall’inizio alla fine. Abbiamo seguito quello che ci ha detto Alessandra, la nostra allenatrice, e siamo riuscite a vincere questa medaglia che è una cosa immensa”.

Alessandra Campedelli (allenatrice nazionale femminile): “Ho chiesto alle ragazze due cose: prestare attenzione fino all’ultimo punto e di avere coraggio. Hanno avuto la pazienza di aspettare, hanno scelto i momenti giusti in cui si potevano fare dei break e i momenti in cui, invece, stare in attesa. E sono state bravissime a lavorare in campo e a giocare fino alla fine.

È stato un 3-0 tondo non perché fosse una partita facile ma perché siamo state bravissime noi. Abbiamo neutralizzato un avversario incredibile con caratteristiche fisiche importanti e con un’esperienza nel giocare le finali molto maggiore della nostra. Brave!”.